E’ brutto fare classifiche in questi casi ma chissà se adesso i brasiliani parleranno ancora così di quelle due sconfitte, chissà come ne parleranno ora che il loro calcio ha subito realmente una tragedia. E’ sopravvissuto Alan Ruschel. E’ passato più di un mese dal disastro aereo che ha cancellato la Chapecoense, a La Unión, sul Monte Gordo (rinominato dalle Autorità colombiane Cerra Chapecoense) a sud di Medellin. Il 15 dicembre il Conseil supérieur de la guerre, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro della Guerra e delle più alte autorità militari, decise per un: “Système discontinu de régions fortifiées construìt des le temps de paix” a sbarramento delle probabili vie di invasione. Il 2 dicembre tale richiesta è stata inoltrata, tre giorni dopo l’assegnazione del trofeo al “Chape” diventa ufficiale. Dal 2009 al 2013 la scalata dalla D alla A, la prima partecipazione a un torneo internazionale nel 2015, quella Copa Sudamericana “vinta” lo scorso 5 dicembre. Dovrebbe partire dalla panchina oggi, ma sicuramente Goran Pandev si merita un posto speciale nelle probabili formazioni di Serie A oggi, dal momento che il suo Genoa affronterà l’Inter, squadra che è stata due volte fondamentale nella carriera del macedone. In porta è stato acquistato Elias dalla Juventude che si giocherà il posto con Luiz Felipe e William, entrambi provenienti dalle giovanili.
In Liguria è stato un fine settimana a tutto rugby. Mokone è subito accusato per queste aggressioni (dopo essere stato accusato di truffa per una carta di credito falsa, accusa poi caduta), ma si dichiara non colpevole. Mokone morì il 20 marzo del 2015, all’età di 83 anni. Nel 1978 è condannato a 12 anni di carcere, nonostante una mobilitazione che coinvolge anche l’arcivescovo Desmond Tutu, che conobbe Mokone da studente in patria. In seguito si susseguirono varie stagioni tra la Serie C2 e la Serie D: nel 1992 la società sprofonda nei dilettanti, maglia west ham 2025 categoria che contrassegnerà il sodalizio latinense per tutti gli anni novanta. Che società l’Atletico Nacional, che squadra, che tifoseria, che popolo! Sospeso tra realtà e sogno, il proprio e quello di una tifoseria, una città, un popolo. Il bimbo in lacrime che il giorno dopo si reca sugli spalti vuoti è l’immagine simbolo di ciò che rappresenta la Chapecoense per Chapecò, di cosa è il calcio e lo spirito di appartenenza, di cosa significa stare tra realtà e sogno. Il Brasile intero ha vissuto e stava vivendo il ricordo di quelle due partite come una cosa inaccettabile, una vergogna, un dolore atroce. Nell’epoca dei social network forse ci si abitua troppo velocemente al dolore e capita di pensare a quando da bambino guardavi la Tv e ti raccontavano cos’era il Grande Torino, immaginandoti di vedere Valentino Mazzola tirarsi su le maniche e suonare la carica.
Nenem, Moisés, Nivaldo, Martinuccio, Boeck, Demerson, Andrei e Hyoran non sono saliti su quell’aereo e, fatta eccezione per Hyoran e Boeck, gli altri potranno continuare a giocare per quei colori che adesso sono leggenda, come lo è il granata del Torino, come lo è il rosso del Manchester United, come il biancorosso della nazionale olimpica danese, come il biancoverde dei cileni del Green Cross, come il giallonero dei boliviani del The Strongest, come il gialloblu degli uzbeki del Paxtakor, il biancoblu dell’Alianza Lima, il bianco della rappresentativa del Suriname in Olanda, il Colourful 11, il verde della nazionale dello Zambia. Gli shorts sono rossi con coulisse bianche e due bande grigie sui fianchi. Chapecò, poco più di duecentomila abitanti, a due passi dal confine con l’Argentina, quattro da quello con il Paraguay. A centrocampo sono arrivati Dodò dall’Atletico Mineiro, Nàdson dal Paranà e dalle giovanili è salito Bryan. Agricoltura, bestiame, legname sono le principali attività, quasi a testimoniare la genuinità e la semplicità della sua gente.
In difesa sono stati acquistati Fabricio Bruno e Douglas Grolli dal Cruzeiro, gli esterni Zeballos dagli uruguaiani del Defensor e Reinaldo del San Paolo. Gli Under12 della Tozzona Daniel Tomassini e Giacomo Menarini si sono ben comportati in Nazionale alle World Series Litle League negli Stati Uniti dove l’Italia ha vinto, prima volta nella Storia, una partita. Sarà una stagione difficile sia emotivamente che sportivamente perché le finanze non sono da top club e le necessità sono troppe anche per chi ha l’appetibilità della Copa Libertadores. A 50 anni ha la giusta esperienza e la fame necessaria per rilanciare un Club che ha bisogno di ritrovare il sorriso. Vale la pena dedicare qualche riga anche ad un altro particolare ramo industriale nel quale la Opel venne coinvolta durante gli anni trenta del XX secolo, vale a dire quello relativo alla produzione di frigoriferi. Ora è tutto a portata di mano e anche una tragedia può perdere quella romanticità che scatta di fronte ai racconti, alle foto, alle lacrime di grandi e piccini ai quali sono stati portati via gli idoli, quegl’idoli che a loro sembravano immortali e che forse adesso lo sono diventati davvero. Dalle giovanili sono stati promossi Hiago, Gabriel, Guarapuava e Scalon.