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L’Italia, priva di due importanti elementi della difesa, ovvero Alessandro Nesta (alle prese con i postumi dell’infortunio) e Fabio Cannavaro (squalificato), vacilla nei primi minuti: dopo 4′, la Corea potrebbe già approfittare di un calcio di rigore, assegnato dall’arbitro ecuadoriano Byron Moreno a parere di molti ingiustamente, ma Gianluigi Buffon intuisce la traiettoria del tiro di Ahn Jung-hwan e devia in calcio d’angolo. All’ultima giornata, l’Italia recupera Nesta e affronta il Messico: al 14′ Filippo Inzaghi porta in vantaggio la Nazionale italiana ma il segnalinee lo vede erroneamente partire in fuorigioco e annulla; al 34′ l’attaccante messicano Jared Borgetti inventa un pregevole goal di testa, con la palla che cambia traiettoria prima di insaccarsi nell’angolino alto alla sinistra di Gianluigi Buffon. All’inizio del secondo tempo, sull’altro campo di giornata, l’Ecuador passa però in vantaggio contro la Croazia, e gli Azzurri, virtualmente qualificati, capitalizzano il passaggio del turno trovando il gol dell’idolo locale Alessandro Del Piero (di testa, su semi-rovesciata di Vincenzo Montella, al quale poco prima era stato annullato un goal regolare). Ad aprire sono i padroni di casa, ai quali tocca riscattare gli zero punti nel girone eliminatorio del Mondiale di Francia, partendo dal Belgio: a passare in vantaggio sono proprio gli ospiti ma i nipponici, trascinati dai propri sostenitori, riescono a reagire pareggiando subito dopo e ribaltando poi il risultato; il vantaggio sfuma però a gara inoltrata con il Belgio che chiude la partita sul 2-2. Sull’altro campo, invece, la Russia ottiene una facile vittoria per 2-0 a scapito della Tunisia.

2001 Il centravanti dell’Italia, però, si ripete dopo pochi minuti in un’azione molto simile, e stavolta porta in vantaggio l’Italia. Il giorno dopo si affrontano le due sorprese Svezia e Senegal: l’avvio è vivace, con gli svedesi che passano subito in vantaggio con il centravanti Larsson, ma si fanno raggiungere da un goal da fuori area di Camara. La media giornaliera, secondo i dati Google Analytics, è di circa 230/240 mila visitatori al giorno. L’Italia se la cava dunque con un secondo posto dietro al Messico, felice di aver superato i gironi. La Spagna e l’Irlanda saranno le uniche squadre, assieme al vincitore Brasile, a chiudere il torneo imbattute: secondo la FIFA, le sconfitte ai rigori vanno infatti contate come pareggi ai fini statistici (anche la Spagna fu eliminata ai rigori, ai quarti, dalla Corea del Sud). Anche l’altra semifinale vede confermato il pronostico: ancora una volta è decisivo Michael Ballack, che a quindici minuti dalla fine raccoglie una corta respinta del portiere coreano Lee Woon-jae su un suo stesso tiro e segna. PRESIDENTE. Voi l’avete esaurito una prima volta e l’avete esaurito anche la seconda volta. Per la Corea del Sud si tratta di un’impresa storica: era dal 1966 che una squadra asiatica non accedeva ai quarti di finale di Coppa del mondo; anche quella volta, era stata l’Italia a essere eliminata, mentre a passare il turno era stata l’altra Corea, quella del Nord.

A Daejon, l’Italia trova la Corea del Sud. Gli spagnoli, traditi da un errore dal dischetto di Joaquín, reclameranno all’indomani per gli errori della terna arbitrale, rea di aver annullato alla Spagna due gol apparsi regolari (di cui uno siglato nei tempi supplementari), avvantaggiando quindi la Corea del Sud, come già avvenuto negli ottavi con l’Italia. Un’altra ipotesi è che fosse partito un colpo accidentale mentre qualcuno provava la mira dalla postazione, in quanto un errore non sarebbe stato rivendicato. L’inno ufficiale del Parma è Il grido di battaglia di Gigi Stok e i suoi Cadetti, brano poi ripreso in chiave moderna dalla Antonio Benassi Band; tuttavia, nelle partite interne giocate all’Ennio Tardini, al momento dell’ingresso delle squadre in campo risuona la marcia trionfale dell’Aida del compositore parmense Giuseppe Verdi, simbolo della città nonché della stessa formazione ducale, nata in origine nel 1913 in suo nome come Verdi Foot Ball Club.

I due leader italiani perseguivano la strada dell’impersonalità, e seguirli su quel terreno avrebbe significato per l’europeo una sicura disfatta sul piano delle vendite. Nel film ufficiale del mondiale 2002, il CT degli azzurri Giovanni Trapattoni dichiarerà di ricordare che l’arbitro non rispose ai saluti dei giocatori italiani prima di entrare in campo. Nella seconda tornata, la compagine slava si rivela un ostacolo ben più grave del previsto nel cammino degli «Azzurri» verso gli ottavi di finale: il primo campanello d’allarme è l’infortunio di Alessandro Nesta che deve lasciare anzitempo il campo (come successo nel 1998 e come succederà poi nel 2006). All’inizio del secondo tempo, Christian Vieri fa però goal di testa, ma il fischietto inglese Graham Poll annulla per fuorigioco, che si rivelerà poi inesistente. Gli ottavi di finale mettono di fronte per la prima volta in una fase finale anche le due compagini della CONCACAF: gli Stati Uniti, che cercano la loro prima qualificazione ai quarti di finale (se si esclude il risultato conseguito nella Coppa Rimet del 1930, dove raggiunsero direttamente le semifinali avendo vinto il proprio girone), e il Messico del giovane capitano Rafa Márquez; quest’ultimo finirà anzitempo la gara per una testata rifilata allo statunitense Cobi Jones.

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