Grazie alle maglie da calcio da uomo di adidas puoi rivivere i brividi dei match più avvincenti ogni giorno. Dopo di ciò, raccontò sempre il pentito, gli chiese di poterlo abbracciare e Borsellino avrebbe commentato: «Nella mia vita tutto potevo immaginare, tranne che un uomo d’onore mi abbracciasse». Il 18 agosto 2004 l’Islanda batté in amichevole per 2-0 l’Italia in occasione dell’esordio del commissario tecnico azzurro Marcello Lippi (che nel 2006 portò gli italiani a vincere la Coppa del Mondo). Proprio a Udine, il 22 agosto 2010, al suo esordio assoluto, la formazione granata colse la sua prima vittoria nella nuova categoria, imponendosi per 2-0 nel derby veneto contro il Cittadella, grazie a un’autorete del difensore cittadellese Nocentini e al raddoppio dell’attaccante granata Giacobbe. Nel campionato di Lega Pro Prima Divisione 2008-2009 la squadra raggiunse il 12º posto e ottenne la salvezza. Nel 1990 il sodalizio portogruarese, decidendo di fondersi con la Associazione Calcio Summaga diede corpo alla società denominata Calcio Portogruaro-Summaga (dai più informalmente chiamata semplicemente Portogruaro o Portosummaga); entrambi i club partecipavano al Campionato di Promozione 1989-1990 (massimo torneo regionale del tempo), che vide la prima classificarsi all’8º posto e la seconda al 16º (e ultimo) e per questo retrocessa per un solo punto.
Nella stagione 2010-2011 fu dunque la 115ª squadra a partecipare al torneo cadetto a girone unico. La partita di inaugurazione e la finale del torneo saranno giocate nello Stade de France a Parigi. Nei play-out il Portogruaro trovò la Tritium: la partita d’andata giocata allo stadio Brianteo di Monza terminò con un pareggio per 1-1 con reti di Cunico per il Portogruaro e pareggio di Francesco Grandolfo su calcio di rigore. A causa degli interventi di ristrutturazione e omologazione agli standard della Serie B del Mecchia, il Portogruaro ottenne di disputare le prime partite casalinghe allo stadio Friuli di Udine. Decisiva fu la vittoria allo stadio Bentegodi contro una compagine anch’essa veneta e nettamente più accreditata del Portogruaro per il passaggio di categoria, l’Hellas Verona (di fronte a 30.000 spettatori), nell’ultima giornata di campionato, con gol all’ottantanovesimo minuto di Riccardo Bocalon che costrinse l’Hellas e il Pescara, le due squadre inizialmente favorite per la promozione, a disputare i play-off, successivamente vinti dalla formazione abruzzese. A prendere le redini della società fu Gianmario Specchia, che lasciò poco dopo il suo ruolo a causa di scontri con il sindaco Antonio Bertoncello riguardanti la concessione dello stadio Pier Giovanni Mecchia. Disputa le partite di casa allo stadio Pier Giovanni Mecchia.
«Credo che tutte le sei partite del girone abbiano un peso specifico molto importante. Dopo sei stagioni trascorse nel secondo livello regionale del calcio italiano, la squadra viene rilevata dall’imprenditore locale Andrea Bertolini. Il maggiore livello calcistico in cui la squadra militò furono i due campionati di Serie C disputati nel secondo dopoguerra, per poi disputare campionati dilettantistici. Artefice di ciò fu il presidente dei grifoni, Franco D’Attoma, il quale per reperire i 700 milioni necessari al prestito in Umbria dell’attaccante Paolo Rossi, si accordò col gruppo alimentare IBP (Buitoni-Perugina) da cui ne ottenne 400; in cambio, il nome del loro pastificio Ponte sarebbe comparso sulle divise e sui capi d’allenamento della squadra (curiosamente lo stesso Rossi, già vincolato da un precedente accordo pubblicitario a livello personale, sempre nel settore agroalimentare con la Polenghi Lombardo, nell’occasione fu l’unico biancorosso a non poter esibire lo sponsor sulla maglia). Siamo andate a vedere Inghilterra – Croazia insieme ad altre compagne, ma ognuna è andata nel settore di tifoseria della sua nazionale.
Nonostante il cambio in panchina, non vi fu inversione di tendenza e la squadra chiuse mestamente il campionato al penultimo posto, tornando dopo solo un anno in Prima Divisione insieme a Frosinone, Triestina e Piacenza. Dopo il passaggio di Calori al più blasonato Padova, la squadra inizialmente ingaggiò Eugenio Corini, tecnico esordiente assoluto in panchina, che però, dopo appena cinque giorni dall’assunzione dell’incarico, diede le dimissioni per divergenze sorte con il presidente. Non contento si è ripetuto con quel folle e travolgente ritorno di punt per 65 yard, il più lungo nella storia del Super Bowl che di lì a poco si è trasformato in un nuovo td frantumando morale e speranze di Philadelphia, brava a non mollare ma messa così in condizioni disperate e psicologicamente pesantissime. Per la stagione 1995-1996 la divisa è di nuovo interamente bianca. La campagna di rafforzamento della squadra portò sulle rive del Lemene giocatori di esperienza quali Emiliano Tarana, Marco Esposito e Filippo Cristante; per quest’ultimo l’approdo in maglia granata era quasi un ritorno a casa, essendo originario di San Giovanni di Casarsa.
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