Terza maglia real madrid bambino

Ricky Memphis, Primo Reggiani, Francesco Apolloni e Francesco Montanari tifosi in trasferta nel primo film di Roberto Capucci. Tornando ai riti propiziatori a cui ogni buon tifoso ricorre, Roberto Capucci improvvisa di volta in volta: «Il mio rito legato al calcio è un rito sempre fresco, ogni momento crea un rito, poi, quando la Roma perde, il rito ovviamente si rinnova. Ora è questo: ho una bambina di 9 mesi e la porto sempre con me, non all’Olimpico, ma in trasferta». Dopo che il regista ha ammesso che tutti i memorabilia della Roma dei tempi gloriosi (gli anni ’80) sono di sua proprietà, i quattro protagonisti hanno parlato della loro fede calcistica, che nel caso di Ricky Memphis è caratterizzata da un grande amore: «Il mio rapporto col calcio è un rapporto di grande passione per la mia squadra, che naturalmente è la Roma. Ma non sono un tecnico, non comprendo tutte le mosse e le decisioni del Mister. Mi piacerebbe capire le analisi di alcuni giornalisti, so che c’è un modo bello ed esperto di amare il calcio, forse potrei fare un corso. Invece, a 48 anni, sono ancora un cretino, uno stupido, piango quando non vinciamo, rido quando invece ce la facciamo».

De Biasio, 73 anni, vive a Modena, ma nel finesettimana torna a Vittorio Veneto, dove ha casa: «Il legame col Veneto è ancora forte, sì». Cinema e calcio si uniscono in matrimonio – vestendosi di giallo/rosso – nell’opera d’esordio un regista che, fin da bambino, ha sventolato bandiere sugli spalti e, ancora oggi, si muove fra gli stadi e sussulta per un rigore dato o un goal annullato. Con l’Olympique Marsiglia sussiste la più accesa rivalità del calcio francese, denominata Le Classique. Ma per lui di recente qualcosa è cambiato: «Io non avevo nessun rapporto col calcio prima di questo incontro artistico. Certo lo conoscevo come realtà storico-sociale, ma non me ne importava un granché. Stando con gli altri attori, ho scoperto però l’aspetto bello di un amore onesto. Per me il calcio era un contenitore sì di passioni, ma anche di frustrazioni. Girando il film, invece, ho notato che c’è un reale sentimento, quindi sono felice di aver fatto questa esperienza». Negli anni Quaranta il River Plate era chiamato la Maquina.

E contento era anche Capucci, ancora pieno di entusiasmo per la sua prima creatura cinematografica: «Ovunque tu sarai è stato un’esperienza intensa» – ha raccontato – «e certamente un’avventura, perché fare un film in Italia non è mai semplice. Ho avuto l’onore di lavorare con un cast incredibile e di dirigere davvero questi quattro magnifici attori: non è scontato, infatti, che interpreti esperti e ‘consumati’ si lascino guidare da un principiante. I personaggi però li abbiamo costruiti insieme». L’apprendistato da punta centrale è stato semplificato, come accennato precedentemente, dalla sinergia con Falcao, giocatore con caratteristiche associative che, grazie alla sua attitudine a giocare da raccordo centrale, esenta di fatto Mbappé da una non indifferente mole di lavoro, permettendogli di essere più lucido nella ricerca della profondità. Al contrario dei suoi compagni di set, Montanari non è mai stato interessato a 22 giocatori che si affannano a tirar calci a un pallone. E in più inventa quei prodigiosi calci di punizione, frutto di un esercizio infinito.

E il pensiero va alla vita di tutti i giorni, a quando noi gente comune, noi impiegati, giornalisti, medici, idraulici, agricoltori, studenti, sappiamo gioire della gioia degli altri, festeggiare una gratifica, un premio che non sia nostro. Troppo grande il gesto atletico per restare seduti, troppo perfetta la sua rovesciata per non testimoniare la gioia di esserci, di aver visto, di aver capito. Ai microfoni dell’emittente spagnola Radio Cope il padre, Joaquin Hernandez, ha commentato la sua decisione: “Il tempo passa molto in fretta ed è arrivato il momento per mio figlio di dire addio al Barça. Roma, 19 mag. (AdnKronos) – Giovedì 21 maggio Xavi Hernandez darà il suo addio ufficiale al Barcellona, maglie real madrid club nel quale milita dall’inizio della sua carriera. Insieme al regista de La verità, vi prego, sull’amore, nel film recitano anche Primo Reggiani, Francesco Montanari e Ricky Memphis, che hanno reso allegra una conferenza stampa a cui ha partecipato perfino un jack russell di nome Sancho, che scondinzolava contento. Anche se, narrando della Roma, il regista ha giocato in casa, in realtà Ovunque tu sarai trae ispirazione da un film anglosassone e mira a conquistare anche laziali, juventini, interisti, eccetera: «Confesso di aver preso spunto da Febbre a 90°, che è un adattamento di un romanzo di Nick Hornby che parla di una squadra di Londra, l’Arsenal. Quel film si rivolgeva ai tutti i tifosi, così come il mio. In Ovunque tu sarai il calcio è un pretesto per unire due generazioni e soprattutto per affrontare il tema dell’amicizia».

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